Milioni di persone stanno parlando. Anche di te. Li stai ascoltando?
March 11, 2012

Quando la web reputation (giustamente) affonda.

Posted by : sraineri
Filed under : Reputazione aziende

Il disastro delle Costa Concordia avrà ripercussioni ben più gravi di quelle che banalmente hanno ipotizzato i dirigenti della compagnia navale.
L’azienda ha considerato un impatto negativo sul fatturato intorno ai 90 milioni di $, e dubito che in questo conteggio abbiano tenuto conto anche del tributo pagato alla scelleratezza di Schettino e soci in termini di vite umane.
Ad ogni modo, ciò che la memoria umana tende a dimenticare, il web ricorda.
Non è raro trovare nella prima pagina di una “Googolata” eventi vecchi di anni, e siamo pronti a scommettere che anche questa tragedia non sfuggirà alla regola.
Già oggi, usando come parola chiave “Costa”, Google propone in automatico “Costa incidente”, se poi si cerca “Costa Concordia” compaiono i termini “incidente”, “naufragio”, “dispersi” e cosi via.
Il sito ufficiale delle Costa Crociere è così in secondo piano rispetto alle notizie della sciagura, e tutto questo senza considerare commenti e “sentiment” che si possono raccogliere navigando qua e là.
La web reputation è colata a picco.


May 18, 2011

Il clamoroso autogol di Facebook

Posted by : sraineri
Filed under : Web reputation

Scontro tra titani…e uno ha fatto il furbo!

Ne hanno dato notizia alcuni giornali statunitensi, poi la notizia è arrivata anche da noi e possiamo leggere qui l’intero articolo di Repubblica.

Sicuramente l’immagine di Facebook non esce bene da questa vicenda, anche se è facile prevedere che la popolarità del più importante Social Network del globo non ne verrà minimamente scalfita.

Certo si tratta di un colpo basso, molto basso, che fortunatamente è stato smascherato e che sembra essere solo la punta dell’iceberg del mondo della concorrenza globale tra colossi del Web.


May 15, 2011

Web reputation e cacciatori di teste

Posted by : sraineri

Il colloquio di lavoro in un futuro nemmeno troppo lontano…

Già qualche tempo fa avevamo affrontato questo argomento, sottolineando come fosse indispensabile tenere ben separati tra loro profilo professionale e profilo privato…

Ora vi proponiamo questo simpatico video…simpatico ovviamente fintanto che non ci troviamo nei panni del malcapitato protagonista.

Dobbiamo sempre prestare attenzione a ciò che pubblichiamo in rete…e a ciò che pubblicano i nostri amici o presunti tali.

Alla prossima


December 12, 2010

Recorded Future: tra Google e Minority Report

Posted by : sraineri

Un motore di ricerca creato con l’ambizioso obiettivo di predire il futuro basandosi su presente e passato.

Gli scenari che si aprono sono fantascientifici.

Recorded Future 1 è il frutto di un progetto realizzato da un’azienda americana, nata dall’investimento congiunto di Google e della Cia, e le cui potenzialità sono ancora tutte da verificare.

Ma nel frattempo si possono già trarre conclusioni dal peso specifico enorme: le agenzie di sicurezza americane (CIA, Darpa, ma anche altre) stanno cercando di accaparrarsi una visuale privilegiata all’interno della Rete, in modo tale da poter scandagliare a fondo milioni di pagine web al’interno delle quale si possono trovare(questa la loro convinzione) informazioni utili per prevenire attacchi terroristici

Inoltre, questa è l’altro elemento che emerge dal progetto (ed è anche il più inquietante) viene messa in dubbio la “neutralità” dei motori di ricerca, con il rischio concreto che diventino degli strumenti in grado di fornire una realtà filtrata, opportunamente manipolata dalle organizzazioni (in questo caso governative) più potenti.

Ma come funziona il motore che ricerca il futuro?

Recorded Future setaccia la Rete e analizza il contenuto delle pagine internet alla ricerca di possibili collegamenti tra i vari documenti.

Persone, luoghi, siti, dichiarazioni, previsioni, documenti, giornali, report, discorsi politici: tutto viene registrato, catalogato e riorganizzato al fine di cercare attinenze tra passato, presente e futuro, in primis tra previsioni di qualcosa che sarebbe accaduto e che poi si è verificato realmente.

Qualcuno parla già di un nuovo “Grande Fratello”, non fosse altro che per la presenza dell’Intelligence americana nel progetto.

Come giustamente sottolinea Repubblica, che ha dato oggi notizia di questa vicenda: “…a prescindere dal decorso che avranno questi progetti, rimane lampante il trend che vede la transizione del concetto di motore di ricerca da semplice raccoglitore di informazioni a complesso creatore di conoscenze, quando non addirittura di sentenze, come nell’ipotetico caso di un futuro sistema di sicurezza basato sul pre-crimine. Il rischio, come sostiene un articolo pubblicato sull’ultimo numero dell’International Journal of Cultural Studies, è prendere per assodata la neutralità dello strumento e dei risultati delle ricerche, senza sapere quale sia la sua vera architettura. E se invece fossero proprio gli algoritmi di questi potenti motori a nasconderci la realtà?”


December 8, 2010

Posizionamento sui motori di ricerca – tre leggende

Posted by : mbortolotti

Il posizionamento sui motori di ricerca è senza dubbio il servizio più ricercato tra i nostri clienti.

Tra i tanti modi per promuovere la propria azienda su internet è sicuramente il più immediato e comprensibile.

Esistono però molte leggende sull’argomento, che vengono spesso sfruttate dai consulenti meno affidabili e vanno, al contrario, sfatate dai consulenti più seri. Eccone tre.

Leggenda numero uno:

“per essere al primo posto dei motori di ricerca basta ripetere tante volte una parola nel testo”.

Questo funzionava nel 1995. Ricordo che un nostro cliente era al primo posto su Altavista (qualcuno se lo ricorda?) cercando “casa”. Non male, eh? Adesso le cose sono molto cambiate. I motori di ricerca non fanno un semplice conteggio delle parole di una pagina, ma ne comprendono il significato (indicizzazione semantica) e ordinano i risultati in base all’attinenza della pagina con la ricerca effettuata.

Leggenda numero due:

“per essere trovati sui motori di ricerca facciamo tanti siti uguali”

I motori di ricerca penalizzano azioni di questo tipo. Si può ottenere addirittura l’effetto opposto, cioè quello di vedere il proprio sito “bannato”, cioè cancellato, da Google & C.

Leggenda numero tre:

“per essere primi sui motori di ricerca basta pagare”

Esistono piani pubblicitari che permettono di pubblicare un annuncio a pagamento su Google, Yahoo, Bing, ecc. Questo, però, non ha nulla a che fare con il posizionamento naturale sui motori di ricerca. I motori di ricerca non accettano pagamenti in cambio di posizionamento. Questa leggenda è  molto italiana, e non si fatica a capire perché.

Altre leggende prossimamente!
Ciao a tutti.





Paperblog